E tutti camminano in fretta
salutando le onde del passato
in questo tardo tempo
ove l’anima va in vetrina
In punte d’arguzia
su carrozze fastose
s’impregnano le gioconde
mentre a noi rimane il miraggio
La vacca magra del presente
entra a mala pena
nel carrello della spesa
avvolta in giornali consumati
M’affaccio sul pozzo dei pazzi
guardando i cerchi d’acqua
segnati da monete di speranza
ma c’è freddo nella stanza
Tirar la cinta...
Tutto gira intorno al centro
sia di qua che di la
ma nulla cambia all’orizzonte
restano solo le mutande
Quelle di un popolo in caduta
ora ce lo promettono
che sarà diverso da ieri
ma sempre meglio del peggio
O forse nel paese dei miracoli
basta un’omelia od’un comizio
per dimenticare un semplice passato
ove la cinta la tira sempre lo stesso

...
Ti sto aspettando…
Dal ponte le frastagliate coste
vidi svanire ai piedi
mentre la luce si spegneva
al quarto giro della vita
Ho implorato l’onnipotente
di non darmi questo presente
ma a nulla è servito
rimango fermo e allibito
Nonché continuo a vedere
briciole di mondo cadere
raccolte da passeri solitari
forse gli unici resti epistolari
Se mi domando per quanto
vedo il tempo fermo all’orizzonte
se traccio nel cielo l’ultimo pensiero
vedo l’inizio della fine
Remo contro corrente
scavalcando idee surreali
posteggiando parole ai quattro angoli
ma resto solo, dentro la mia follia
resto solo aspettando Dio