E tutti camminano in fretta
salutando le onde del passato
in questo tardo tempo
ove l’anima va in vetrina
In punte d’arguzia
su carrozze fastose
s’impregnano le gioconde
mentre a noi rimane il miraggio
La vacca magra del presente
entra a mala pena
nel carrello della spesa
avvolta in giornali consumati
M’affaccio sul pozzo dei pazzi
guardando i cerchi d’acqua
segnati da monete di speranza
ma c’è freddo nella stanza
Tirar la cinta...
Tutto gira intorno al centro
sia di qua che di la
ma nulla cambia all’orizzonte
restano solo le mutande
Quelle di un popolo in caduta
ora ce lo promettono
che sarà diverso da ieri
ma sempre meglio del peggio
O forse nel paese dei miracoli
basta un’omelia od’un comizio
per dimenticare un semplice passato
ove la cinta la tira sempre lo stesso

...
Ti sto aspettando…
Dal ponte le frastagliate coste
vidi svanire ai piedi
mentre la luce si spegneva
al quarto giro della vita
Ho implorato l’onnipotente
di non darmi questo presente
ma a nulla è servito
rimango fermo e allibito
Nonché continuo a vedere
briciole di mondo cadere
raccolte da passeri solitari
forse gli unici resti epistolari
Se mi domando per quanto
vedo il tempo fermo all’orizzonte
se traccio nel cielo l’ultimo pensiero
vedo l’inizio della fine
Remo contro corrente
scavalcando idee surreali
posteggiando parole ai quattro angoli
ma resto solo, dentro la mia follia
resto solo aspettando Dio

...
Sto cercando la Luna…
Oh Luna, che in gioventù t’amavo
nel nero delle notti
mentre mostravi il volto
nel forse che non è mai tuo pari
Nei due nostri misteri
di ombre clandestine
rimani sogno e resti desiderio
Ho cinto le mie tempie
per navigar nell’aria
un po’ moscia e folle
spezzando l’incantesimo
Ed’ora fischio al vento
cercando l’ultima stella
quella che non brilla
quella che ti somiglia
Ma per fermare il tempo
resto qui
sotto l’albero che tuba
cercando fra la nebbia
Oh Luna, che in gioventù t’amavo
...
Sento il vento salire dal displuvio
mentre dissemino i pensieri
ma è nella mente che vago
in cerca di quel nulla
che regna sulla mia montagna
Son arrivato fin qui
inseguendo un sogno
sfuggito al mio presente
Ora che sento freddo al cuore
getto a valle l’amore
se nel forse provo dolore
Per quel che mi è dato
raccolgo pochi frutti
in questo campo abbandonato
Sento il vento bucarmi dentro
mentre mi trovo in bilico
sull’orlo di un precipizio
dove non vedo il fondo
Ma in fondo all’anima
nell’angolo inclinato
ci sei tu
con quel sorriso affascinante…
dedicata alla vicina di blog…

Nel quaderno di poesie numero uno
(quello che non interessa a nessuno)
è li, sulla scrivanza¹
ove i tempo non avanza, o forse si
La penombra dei ceri accesi
dondola nell’aria chiusa
ma la fragranza di un limone
(quello che non piace a platone)
sciolgono il simpatico inchiostro
ma non rido e non favillo²
e neanche se voglio dirlo, o forse si
Sfoglio leggermente per non accartocciar
qual poco che mi rimane in mente
(quello che non piace alla gente)
è li, fissato scarabocchiato
in versi sciolti che sanno di cioccolato
quello amaro, che non piace a tanti
ma nei preludi degli amanti
me ne dimentico , o forse no...
![]()
...
nello spellar cipolle escono cosi...
Immantinente inizio un nuovo viaggio, in motorino
per ripercorrere gli eventi, se vuoi puoi seguirmi
sull'onda che sfiora il tempo e non finisco di stupirmi...
Or che v’e digiuno d'amore
In quell’opera spaziale d’un cappuccino da spannare
l’aroma, la fragranza riempiono la stanza
che nella notte di colori emozionanti ne ha visti tanti
Or che v’è digiuno d’amore
Non rimane che verseggiare della versiera
perche cosi appari e cosi scompari
mentre a spanne spanno il freddo cappuccino
Or che v’è digiuno d’amore...
me ne torno a spellar cipolle
L’angoscia che rode la mia anima
in un korus di liriche diffuse:
Quale vento stai cavalcando
Quale sole stai prendendo
Quale amore stai lasciando
Quale sogno hai sognato
Perché?
Perché quel tempo che non torna
ti lascia disadorna!
Ami quel che vedi o vedi quel che ami...
Sarà l’angoscia o la simbiosi in stasi
che non dorme al tuo fianco
a tenerti sveglia, si sveglia per non perire
ma come posso dirti t’amo se non porgi la tua mano...
Tu anima ribelle...
Esprimere in altezza
la passione di un amore
fa toccare il cielo
È nel presagio illuminato
rimango abbagliato
dall’anima ribelle
con gli occhi come stelle
col sole sulla pelle
Tu anima ribelle...
C’è un solo posto
che non stanca mai
è il mondo dei tuoi sogni
di quella fantasia
della tua scia
Tu anima ribelle...
amore che verrai
apri la speranza
Nel jeans troppo stretto
nascondi la tua intimità
ma nel riflesso specchiato
rimango affascinato
Tu anima ribelle...

Trittico...
amore mio...
Nella versione ambigua
di una storia antica
entro nel dedalo pian piano
seguendo la scia del tuo profumo
amore mio...
Tu, amore del mio amare
che nel passato hai dato
e nel presente sei la meta
della mia anima
amore mio...

...
Vivere le fantasie
per nascondere le malinconie
ascoltando parole infinite...
Ho seminato un piccolo pensiero
nella terra che non c’è
dove m'han detto: li, nascono le anime
e fioriscono le gioie
e quindi, aspetterò
aspetterò il giorno nuovo
che sale da lontano
ove il sole nasce
e la notte muore
Per il senso della vita
aspetterò il germoglio
aspetterò le tue parole infinite
per vivere le fantasie
e nascondere le malinconie...