haion

Poesie per chi ama...
venerdì, 29 febbraio 2008

E tutti camminano in fretta

salutando le onde del passato

in questo tardo tempo

ove l’anima va in vetrina

 

In punte d’arguzia

su carrozze fastose

s’impregnano le gioconde

mentre a noi rimane il miraggio

 

La vacca magra del presente

entra a mala pena

nel carrello della spesa

avvolta  in  giornali consumati

 

M’affaccio sul pozzo dei pazzi

guardando i cerchi d’acqua

segnati da monete di speranza

ma c’è freddo nella stanza

 

Tirar la cinta...

Tutto gira intorno al centro

sia di qua che di la

ma nulla cambia all’orizzonte

restano solo le mutande

 

Quelle di un popolo in caduta

ora ce lo promettono

che sarà diverso da ieri

ma sempre meglio del peggio

 

O forse nel paese dei miracoli

basta un’omelia  od’un comizio

per dimenticare un semplice passato

ove la cinta la tira sempre lo stesso

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domenica, 17 febbraio 2008

...

Ti sto aspettando…

 

Dal ponte le frastagliate coste

vidi svanire ai piedi

mentre la luce si spegneva

al quarto giro della vita

 

Ho implorato l’onnipotente

di non darmi questo presente

ma a nulla è servito

rimango fermo e allibito

 

Nonché continuo a vedere

 briciole di mondo cadere

raccolte da passeri solitari

forse gli unici resti epistolari

 

Se mi domando per quanto

vedo il tempo fermo all’orizzonte

se traccio nel cielo l’ultimo pensiero

vedo l’inizio della fine

 

Remo contro corrente

scavalcando idee surreali

posteggiando parole ai quattro angoli

ma resto solo, dentro la mia follia

       resto solo aspettando Dio

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mercoledì, 16 gennaio 2008

...

Sto cercando la Luna…

 

Oh Luna, che in gioventù t’amavo

nel nero delle notti

mentre mostravi il volto

nel forse che non è mai tuo pari

 

Nei due nostri misteri

di ombre clandestine

rimani sogno e resti desiderio

 

Ho cinto le mie tempie

per navigar nell’aria

un po’ moscia e folle

spezzando l’incantesimo

 

Ed’ora fischio al vento

cercando l’ultima stella

quella che non brilla

quella che ti somiglia

 

Ma per fermare il tempo

resto qui

sotto l’albero che tuba

cercando fra la nebbia

 

Oh Luna, che in gioventù t’amavo

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lunedì, 14 gennaio 2008

...

Sento il vento salire dal displuvio

mentre dissemino i pensieri

ma è nella mente che vago

in cerca di quel nulla

che regna sulla mia montagna

 

Son arrivato fin qui

inseguendo un sogno

sfuggito al mio presente

 

Ora che sento freddo al cuore

getto a valle l’amore

se nel forse provo dolore

 

Per quel che mi è dato

raccolgo pochi frutti

in questo campo abbandonato

 

Sento il vento bucarmi dentro

mentre mi trovo in bilico

sull’orlo di un precipizio

dove non vedo il fondo

 

Ma in fondo all’anima

nell’angolo inclinato

ci sei tu

con quel sorriso affascinante…

 

dedicata alla vicina di blog…

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giovedì, 18 ottobre 2007

Nel quaderno di poesie numero uno

(quello che non interessa a nessuno)

è li, sulla scrivanza¹

ove i tempo non avanza, o forse si

La penombra dei ceri accesi

dondola nell’aria chiusa

ma la fragranza di un limone

(quello che non piace a platone)

sciolgono il simpatico inchiostro

ma non rido e non favillo²

e neanche se voglio dirlo, o forse si

Sfoglio leggermente per non accartocciar

qual poco che mi rimane in mente

(quello che non piace alla gente)

è li, fissato scarabocchiato

in versi sciolti che sanno di cioccolato

quello amaro, che non piace a tanti

ma nei preludi degli amanti

me ne dimentico , o forse no...

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martedì, 16 ottobre 2007

...

nello spellar cipolle escono cosi...

Immantinente inizio un nuovo viaggio, in motorino

per ripercorrere gli eventi, se vuoi puoi seguirmi

sull'onda che sfiora il tempo e non finisco di stupirmi...

Or che v’e digiuno d'amore

In quell’opera spaziale d’un cappuccino da spannare

l’aroma, la fragranza riempiono la stanza

che nella notte di colori emozionanti ne ha visti tanti

Or che v’è digiuno d’amore

Non rimane che verseggiare della versiera

perche cosi appari e cosi scompari

mentre a spanne spanno il freddo cappuccino

Or che v’è digiuno d’amore...

me ne torno a spellar cipolle

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venerdì, 12 ottobre 2007

L’angoscia che rode la mia anima

in un korus di liriche diffuse:

Quale vento stai cavalcando

Quale sole stai prendendo

Quale amore stai lasciando

Quale sogno hai sognato

Perché?

Perché quel tempo che non torna

ti lascia disadorna!

Ami quel che vedi o vedi quel che ami...

Sarà l’angoscia o la simbiosi in stasi

che non dorme  al tuo fianco

a tenerti sveglia, si sveglia per non perire

ma come posso dirti t’amo se non porgi la tua mano...

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domenica, 07 ottobre 2007

Tu anima ribelle...

Esprimere in altezza

la passione di un amore

fa toccare il cielo

È nel presagio illuminato

rimango abbagliato

dall’anima ribelle

con gli occhi come stelle

col sole sulla pelle

Tu anima ribelle...

C’è un solo posto

che non stanca mai

è il mondo dei tuoi sogni

di quella fantasia

della tua scia

Tu anima ribelle...

amore che verrai

apri la speranza

Nel jeans troppo stretto

nascondi la tua intimità

ma nel riflesso specchiato

rimango affascinato

Tu anima ribelle...

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venerdì, 05 ottobre 2007

Trittico...

amore mio...

Nella versione ambigua

di una storia antica

entro nel dedalo pian piano

seguendo la scia del tuo profumo

amore mio...

Tu, amore del mio amare

che nel passato hai dato

e nel presente sei la meta

della mia anima

amore mio...

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giovedì, 04 ottobre 2007

...

Vivere le fantasie

per nascondere le malinconie

ascoltando  parole infinite...

 

Ho seminato un piccolo pensiero

nella terra che non c’è

dove m'han detto: li, nascono le anime

e fioriscono le gioie

e quindi, aspetterò

aspetterò il giorno nuovo

che sale da lontano

ove il sole nasce

e la notte muore

 

Per il senso della vita

aspetterò il germoglio

aspetterò le tue parole infinite

per vivere le fantasie

e nascondere le malinconie...

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